MARIA ELENA BRASCHI
"Il senso della trascendenza in Maria Elena Braschi"
Arthur Scopenhauer, asseriva che la funzione dell'artista è quella di contemplare la realtà delle idee. Certo, sono le idee aguidare l'artista, forse le intuizioni, cosi care a Benedetto Croce, che si manifestano con quell'intelligenza dello spirito, come lui la definisce e che donano all'opera d'arte una specifica cifra estetica. Di Elena Braschi, pittrice di Creazzo, dolcissima donna di origini pugliesi ho potuto osservare una produzione di tele ad olio che si distribuisce nell'arco di un ventemno. Maria Elena è spinta da quella passione per la pittura a cui non si può rinunciare, è un sentire che accompagna l'artista nel viaggio d'incontro con la propria anima. Non solo a incontrare la propria essenza, ma anche ribadire, quasi sottovoce, un modo di percepire l'esistenza che non può rinunciare al concetto di trascendenza. E', la sua pittura, apparentemente semplice, ma se attentamente visitata, permette invece un'indagine totale all'osservatore. Le forme si strutturano in modo da proporre celmi di riferimento, e non soluzioni complete, poiché i contenuti che racchiudono appartengono soprattutto al mistero dell' esistere. segue >>
Aprile 2009
Critico d'arte Pier Antonio Trattenero
contatta direttamente l'artista ai numeri: 0444 521330 oppure al 347 5238171
GALLERIA
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da "Il senso della trascendenza in Maria Elena Braschi" di
Pier Antonio Trattenero
continua... Cromatismi a volte velati e opachi, a volte
più decisi, ci introducono in mondo che sembra crepuscolare, una pennellata
discreta ma sicura abbozza paesaggi e ed esseri umani poetici e suadenti. Sono
inviti a vibrare con quella dimensione dell'anima che si fa luce, una luce delicatamente
soffusa che parla d'amore per la vita, che racconta il dolore senza mai configurarlo
come tragedia. Il tutto racchiuso in quella eleganza primordiale che si annida
nel gioco e nella semplicità di un essere umano che non ha mai abbandonato il
ricordo dell'infanzia, ma che lo conserva come matrice di purezza. Allora le
forme perdono quella simmetria che le stigmatizzano come cose razionali, assumono
valenza di originalità, di presenze misteriose, ma allo stesso tempo rivelanti.
Rivelano emozioni, ~arrano esperienze di vita, inducono a meditare sul senso
dell'amore universale, sul senso della vita con tutta quella dolcezza che appartiene
a chi ne è la creatrice. Pur avendo studiato alla Scuola Ossidiana di Vicenza
e con la maestra Anna Maria Trevisan, Maria Elena Braschi ha potuto mantenere
una sua originale personalità in una evoluzione artistica che le penuette di
collocarsi in maniera assai interessante nel vastissimo panorama della pittura
contemporanea. Donna di grande sensibilità, si propone senza presunzione avendo
a cuore il senso profondo del suo marufestarsi in quest'arte, non coltiva particolari
sogni di gloria, e forse qui appare sin troppo timorosa, ma è un timore accompagnato
da un grande rispetto per i colleghi, per i maestri che hanno caratterizzato
così genialmente la storia con opere straordinarie. Il suo è un rivelarsi al
mondo in punta di piedi con opere di ragguardevoli dimensioni dove la suadente
seduzione dell'amore e della coerenza anima i soggetti. Soggetti che dopo attenta
analisi persuadono l'osservatore con quella delicatezza dell'anima che può rivelarsi
solo attraverso la mano discreta di questa donna.
Aprile 2009
Critico d'arte Pier Antonio Trattenero
"Dipingere ... piacevolmente, mi strugge l'anima"
Si condensa così in poche parole il pensiero di Maria Elena Braschi,
Una frase come dichiarazione e segreto, messa alla base dei dipinti per allargare
la conoscenza su una produzione dove affiorano con i sentimenti, anche la memoria.
E Braschi vive questa idea, e dipinge. Sono alcuni temi privilegiati e, tra
questi, il tema degli interni, che illustra prospettive audaci, per incardinare
storie minute d'incontri e di solitudini. Le accentua il vuoto di stanze spoglie
e poi l'altezza esasperata delle pareti e, ancor più, un cromatismo che
ritorna commentano da soli questi silenziosi ambienti e corridoi, perché
così le simboliche rappresentazioni possono caricarsi di un'atmosfera
introspettiva. Ugualmente, i paesaggi diventano l'equivalente degli interni,
e Braschi, in questo suo modo, dipinge visionari incontri, in cui sembra piuttosto
che valga la suggestiva sospensione dell'esperienza onirica . Ancora, l'atmosfera
quasi magica lascia il posto ad un'immagine cosmica della natura, nella quale
il mare, nell'aperta visione, solenne ed in perenne movimento, crea uno stacco
anche cromatico e consente all'occhio di vagare all'infinito. Sì, Braschi
dimostra di saper riannodare con insistenza il legame con certe rappresentazioni
quasi istintive: una casa, alcuni fiori e dei ritratti, segnati dal rapporto
con la poesia. E per lo stesso sguardo, mirato ad esprimere sentimenti ed intenti,
accade che, non diversamente, luminose madonne, angeli dalle candide ali e bambini
propaghino, in quadri di disarmante semplicità, candore e dolcezza.
Vicenza, estate 2006
Maria Lucia Ferraguti